19 marzo 2009

Buzz in rete: è sempre necessario?

Gli effetti della "serata Actimel" (i video di Delymith dell'evento) si sono fatti sentire. Negli ultimi giorni, a seguito di una divertente discussione riportata da supercazzola, amici e conoscenti si sono dati da fare su friendfeed per commentare l'iniziativa e hanno preso spunto per discutere su cosa si può migliorare, su come le aziende si dovrebbero porre, sull'efficacia o meno di avviare iniziative duepuntozero per alcuni prodotti. Gianluca scrive la sua opinione, indicando che forse si migliorerebbe l'efficacia delle iniziative spostando l'interesse a monte, Nicola mette in evidenza un punto interessante, ovvero che con tutto quello che il marketing "inventa" per cercare di rendere unico un prodotto tutto sommato simile ad altri sul mercato, diventa difficile distinguere prodotti qualunque travestiti da innovazioni da prodotti veramente innovativi (e qui non entro nel merito perché non posso chiaramente sapere quanto il prodotto specifico sia veramente innovativo). In risposta ai thread di friendfeed, Andrea Febbraio, CEO di Promodigital, l'agenzia che ha seguito l'iniziativa di buzz per Danone, pubblica un post in cui sottolinea che l'iniziativa è stata condotta nel rispetto delle regole di trasparenza del womma.


Due o tre punti che vale la pena sottolineare e che (forse) non sono ancora stati sviluppati.

Premettendo che sono tutto sommato d'accordo con le opinioni di Gianluca e Nicola (nella misura in cui sostengono che probabilmente non tutti i prodotti sono adatti a questo genere di promozione nell'ultimo miglio), mi piacerebbe concentrarmi sulla singola iniziativa riportata da supercazzola, per capire come è stato possibile generare un tale concatenamento di commenti ironici mandando a monte il tentativo di conversazione sollecitato dall'agente di Danone. I problemi principali dal mio punto di vista sono due: approccio e contesto.
  • Approccio. L'agente di Danone fa la sua comparsa nel forum, spiegando chi è e cosa ci fa nel forum (+1 punto trasparenza). Ma sbaglia completamente il modo: parla in brochurese, scrive sempre il nome del prodotto per esteso, non accenna a rilassare il linguaggio neanche dopo le prime (prevedibili) frecciatine. Il tono è innaturale e la proposizione inaccettabile: è probabile che i frequentatori del blog abbiano visto l'irruzione come aggressiva e fuori luogo, aggressione contrastata con la naturale impermeabilità della rete a ciò che è ritenuto spam (ovvero informazioni non richieste). La conversazione non trova uno sbocco e il tutto prende un sapore di interruzione pubblicitaria cui finalmente si può rispondere a tono.
  • Contesto. Dal modo in cui viene bistrattato l'agente, sembra chiaro come l'avvio della conversazione sia stato fatto senza una sufficiente reputazione nel contesto specifico. Il riconoscimento reciproco dei singoli attori del contesto ha invece fatto in modo di creare numerosi assist per altri presenti, che si sono rimbalzati la palla tra loro, costruendo mano a mano una conversazione sempre più ironica e dissacratoria, in modo da escludere chi ha invaso il loro territorio.
A questo punto, sarebbe interessante proporre delle generalizzazioni. Tenendo sempre presente il punto di partenza, ovvero che ritengo che non tutti i prodotti siano adatti a qualunque tipo di conversazione, credo che in una situazione di questo genere potesse essere fatto un altro passo.

Mettiamo che il livello 1 sia costituito dalla pubblicità (informazione a una via, assenza di comunicazione bidirezionale) e il livello 4 dalla condizione ottimale (in cui c'è interesse reciproco ed esiste una conversazione di valore per entrambe le parti). Questa situazione potrebbe essere al livello 2 (presa di coscienza dell'importanza della conversazione, ma sostanziale inestricabilità della comunicazione dalle logiche di marketing e dal linguaggio aziendale). Il livello 3 potrebbe essere costituito dalla conoscenza e relativo inserimento nel contesto e dal'utilizzo del linguaggio locale, con cui intendo il linguaggio proprio di quella community o tribù.

Non avendo dati alla mano, non posso ovviamente verificare se lo spostamento del piano comunicativo avrebbe evitato lo sbeffeggiamento dell'agente, ma sono convinta di sì. Una reale mancanza di interesse per l'argomento specifico evita il passaggio di livello da 3 a 4, ma questo dipende dall'argomento in sé (o dal prodotto in sé) più che da miglioramenti successivi nella comunicazione.

In buona sostanza, credo che Mafe abbia ragione quando dice che le aziende che provano a conversare vadano incoraggiate anziché derise, ma credo anche che il caso specifico avesse tutti i presupposti per diventare un esempio di quello che è solo il primo passo della conversazione in rete e che i presupposti contestuali rendessero inevitabili le conseguenze. Non si tratta di essere più o meno buoni con le aziende che conversano, si tratta di prevedere che l'interesse delle persone in rete (quasi mai di tipo economico) vada aldilà delle logiche aziendali e che condizioni ambientali di questo genere provocheranno sempre reazioni di questo tipo. I presenti alla discussione avevano gli elementi per condurre il gioco e ne hanno tratto qualcosa di molto poco economico (divertimento), per quale altra ragione avrebbero dovuto dare un contributo a una conversazione che in quel contesto non aveva riscosso successo?

6 commenti:

Folletto ha detto...

Mi piace la schematizzazione a 4 livelli. Ci sarebbe davvero da parlarne su un bel po'. :)
Vista l'ora, cerco di essere breve senza disperdermi troppo. :P

Sto pensando alla mia esperienza di mod di forum, nella quale seppure non arrivavano grosse presenze di brand, talvolta vi erano "piccoli singoli" che giungevano a farsi pubblicità.

Tutti quelli che arrivavano per la pubblicità in sè fallivano miseramente.

Utilità, è sicuramente un fattore importante.

A me viene però in mente che tutti i casi di "successo" per quanto parziale sono sempre passati prima da una accettazione della persona nella community: prima accettiamo te come singolo, poi vediamo se il marchio che ti porti dietro è interessante. L'approccio migliore quindi a memoria è sempre stato quello per cui la persona giungeva senza fare pubblicità e solo SE la discussione verteva su tematiche analoghe e REALMENTE utili, allora inseriva l'argomento.

Notare peraltro che anche in questo caso l'eccesso viene punito negli stessi termini pubblicitari: si presentò nel tempo il caso di una persona dotata di una certa personalità che si fece notare nei mesi nella community. Però, lui, faceva parte di una seconda community e palesemente cercava di portare utenti di là. Il risultato dopo mesi di "martellamentu utile" (i.e."la risposta della tua domanda in breve è X, ne avevamo parlato qui") ha prima subito le ire dell'admin, che gli ha vietato di postare link "fuori luogo" e poi ha annoiato talmente tanto gli utenti che gli è stato intimato di rispondere in modo esauriente o non farlo del tutto.
In quest'ultimo caso vi è stato anche un successo parziale: alcuni utenti, seppur pochi, han difeso le sue azioni e si sono uniti anche all'altro forum (2 forum, invece di 1 solo, nessun abbandono finché rimasi).

In questi contesti mi faccio più orientare da intuito o esperienza, ho avuto poco modo di costruire qualche modello interessante su di questa. Ma mi piace sempre affrontare questo genere di argomenti. :)

Anonimo ha detto...

Ho letto ieri quel forum, e confesso che ho creduto a lungo e seriamente che quell'agente fosse uno scherzo! ;-D

Feba ha detto...

fol, interessante, sarebbe bello avere statistiche o una ricerca in proposito... uhm...

mitì, l'episodio in sè è divertente, poi per trarne qualche forma di insegnamento bisogna capire come evitare questo genere di situazioni ;)

mafe ha detto...

Ottima analisi, direi. Fossi in Danone mollerei Promodigital e incaricherei te :-)

Per muoversi in rete i responsabili delle aziende devono fare un training simile a quello che fanno per parlare con la stampa, non ci si butta senza aver capito dove (e chi li consiglia ha il dovere di fermarli o rallentarli, womma o non womma).

Anonimo ha detto...

Ciao Feba ottima analisi ... come sempre
hai inteso pienamente il concetto di "case study" :))

Gianluca
SocialConversations.it

Feba ha detto...

I commenti lasciati il primo di aprile in genere mi spaventano un po', ma ammetto che primo aprile o no "essere complimentata" da Mafe e Gianluca fa sempre un certo effetto :D