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15 maggio 2007

Il mio VenetoCamp

Immagino che tutti si aspettino di sapere cosa penso del VenetoCamp. Stamattina stavo preparando qualcosa, alla fine della prima pagina di word ero ancora a metà. La mia logorroicità peggiora di minuto in minuto.

Perciò sintetizzerò qui.

Note negative:
Non sto a ripetere i lati negativi già ben spiegati da altri. Wi-fi, sale lontane e altri piccoli disguidi hanno minato la riuscita del camp. Cosa mi ha dato più da pensare? Questo. Di cosa sono preoccupata? Che le critiche vengano ignorate. Una critica non è un modo per affossare la riuscita di un evento, è un modo per dire: ok, per questa volta è andata così, ma la prossima volta sappiamo da dove partire.

Note positive:
L'impegno e lo sforzo degli organizzatori. Notevole e apprezzato. Positivo anche il tentativo di essere un ponte tra dentro e fuori, tra chi mangia pane e web e chi pensa che il web sia una cosa da mangiare. Cosa mi è piaciuto di più? Gli interstizi riempiti dalla spontaneità, la birra che ha sciolto molte conversazioni, l'informalità sottolineata sia sul lato fisico (da una polo, per esempio) che sul registro della comunicazione ("Ciao a tutti", come apertura dei lavori). Lo spritz e le foto in pigiama. I sorrisi, anche se stanchi. Le pacche sulle spalle, i vari "ah, ma sei tu quello di...", le webcam che non funzionano, i twit, i post-it confusi. Gli speech improvvisati e deliranti. Quelli che non trovano una presa. Quelli che fanno le domande e quelli che rispondono. Quelli che li riconosci dagli occhiali da sole. Quelli che a un certo punto si devono proprio prendere un caffè. Quelli che sono stati reclutati seduta stante. Insomma, voi. Si, mi siete piaciuti, ma solo quando vi siete rilassati. Ché il barcamp è soprattutto una rete di relazioni, come fa a non funzionare? :)