Introduzione al web 2.0
Ho recentemente avuto il piacere di rientrare in contatto con un'amica ed ex collega di lavoro che si sta avvicinando ai temi del 2.0 e che mi ha fatto un po' riflettere quando mi ha chiesto se le posso raccontare tutto ciò che so sull'argomento web 2.0 e aziende. Insomma, pensandoci ho scoperto che non so neanche da dove cominciare, nonostante effettivamente la relazione tra web e azienda sia l'argomento della mia tesi...
Così ho pensato di fare qualche post a tema sostanzialmente per due ragioni: la prima, per postare qui un'introduzione che avevo pensato tempo fa, per suggerire libri e condividere link, che possono essere di aiuto anche ad altri; la seconda, perchè credo molto nello strumento blog e sono sicura che qualcuno più competente di me che si trovi a passare di qui per caso avrà voglia di lasciare qualche traccia, qualche annotazione che ho dimenticato o a cui semplicemente non ho pensato. E per questo vi ringrazio in anticipo :)
Un'introduzione al web 2.0
Tempo fa girava in rete un meme. La domanda era: cos'è per te 1.0 e cos'è 2.0. Generalmente, gli utenti associano un oggetto o un'applicazione a 1.0 quando è statico, vecchio, poco interattivo e poco socializzante (radio vs last.fm, tv vs webtv). Fin qui niente di strano. Ma se poi andiamo a vedere che succede proseguendo con il gioco scopriamo che 1.0 è associato a qualcosa di vecchio (obsoleto) oppure tradizionale (videoregistratore vs lettore dvd, sci vs snowboard, piatto tondo vs quadrato). Il 2.0 è cool, non importa cosa sia in realtà, agli abitanti della rete spesso non importa quali sono i paletti che delimitano i due mondi.
Così il 2.0 diventa un feticcio, un etichetta da appiccicare a qualcosa di nuovo. Un esempio da ricordare sono le critiche ricevute dal Corriere che secondo alcuni si è definito 2.0 senza in realtà averne le caratteristiche. Il problema dunque è che tendiamo a definire tutto 2.0, senza badare troppo a quello che significa.
Ho provato a usare qualcosa di 2.0 come il blog per chiedere ad altri utenti cosa significa per loro questa espressione. Si è posto l'accento sul contenuto generato dagli utenti, che vede i fruitori dell'informazione diventare soggetti attivi nella produzione e nella diffusione, per poi definirlo attraverso quattro parole chiave: condivisione, collaborazione, partecipazione e personalizzazione, aggiungendo il fattore chiave della semplificazione delle interfacce. In tutte le proposte, la tecnologia ha un ruolo tutto sommato marginale, un "facilitatore del cambiamento" più che l'oggetto stesso della rivoluzione. L'accento è stato spesso posto sul fattore sociale. I miei commentatori non hanno tutti i torti, direi, ricondurre il 2.0 alla sola tecnologia potrebbe portarci a voler distinguere i servizi attraverso cavilli sempre più piccoli, fino a farci perdere l'evoluzione in atto. Il web 2.0 diventa dunque fenomeno più ampio, che prevede un'evoluzione sociale dei comportamenti e degli atteggiamenti. Non si parla più di applicazioni 2.0, si parla di un atteggiamento 2.0 che implica un nuovo rapporto con l'ascoltatore, un trattamento da pari, una voglia di confronto e di conversare, per migliorarsi a vicenda. Una soluzione per fare in modo che il risultato sia qualcosa di più ampio della somma delle parti.
3 commenti:
cara!
Interessante il tuo post, assai.
Noto a mia volta che 2.0 è ormai sinonimo di "troppoggiovane" per i più mentre i meno colgono l'inversione di tendenza, sia tecnica che culturale. Se poi hai lanciato l'argomento sul blog ed hai ricavato risposte sul user-generated allora hai anche degli ottimi lettori, insomma complimenti ^_^
Dopo essermi tolto un esame di giornalismo l'altro dì, mi sono dedicato ad un post simile con qualche osservazione anche sulle prospettive 3.0. Se volessi darmene un'opinione ne sarei più che onorato!
Un saluto,
Filippo
Lefataliste, grazie per essere passato, anche il tuo post è molto interessante :)
Allora se dico che il mio è web 2.0 mi faccio pubblicità da solo... sicuramente mi sento cool, ma non sono io che mi devo autodefinire... mah. It's time for brunch.
Posta un commento