15 ottobre 2007

Elogio del Ciclo (non la bicicletta)

Lo so. Sono indietro. Indietrissimo. Vi devo raccontare della caccia al tesoro di Urbino, delle conversazioni al tavolo (da cui ho tratto spunti molto interessanti) e delle famose conclusioni alla presentazione del CreativeCamp. Lo so, sono indietro, ma nell'ultimo periodo abbiamo avuto una piccola lite familiare con il blog e ciascuno ha deciso di starsene per conto suo a riflettere. Ora che abbiamo fatto pace, inizierò con un preciso metodo di ricostruzione storica: andare a caso. Perciò oggi ho deciso che parliamo di ciclicità, in particolare nella versione mensile e femminile.

Ci sono certe cose a cui non ci si abitua. Le mestruazioni, ad esempio. Tra le loro variegate caratteristiche, una di quelle principali è sicuramente rompere le palle, nei luoghi e nei momenti meno opportuni. Effettivamente, però, sono anche ludiche, perchè sono capaci di giocare a nascondino creando una serie di altri problemi su cui per ora sorvoleremo.

Di una cosa sono certa. Se le donne possono sopportare i dolori del ciclo, possono anche scalare pareti a mani nude, costruire imperi finanziari e governare l'universo. L'unico problema è che io devo ancora completare l'addestramento Jedi, e dunque vado di flebo di aulin.

UPDATE: dopo questo post, e da un'idea di Elena, ha visto la luce Mestruazioni for dummies®, che ha visto numerose pulzelle (e anche qualche intrepido maschietto) lasciare gli argomenti tecnologici quotidiani per lanciarsi in fantasiosi racconti, che spaziano dalla micidiale SPM al rapporto mensile con il fastidioso (oppure no) appuntamento col Marchese. Buona lettura. (E se persino LPD, Phonkmeister e Grazia ne parlano, beh, siamo a cavallo. Ops.)

07 ottobre 2007

Tommaso Zelig Show

Vedo che negli ultimi tempi si parla molto delle recenti sparate dell'esimio Padoa Schioppa. E, chissà perché, mi torna in mente Grillo, quando dice che la politica italiana è totalmente scollata dalla realtà.

Caro Tommaso, grazie per la finanziaria che magari ci darà qualche aiutino (alla Clerici), chissà. Ma prima di puntare il dito sui bamboccioni esci fuori di casa e facci due chiacchiere, con questi bamboccioni. In un paese allo sfascio, c'è sicuramente qualche Tanguy che preferisce le sottane di mammà alla vita là fuori, ma la stragrande maggioranza dei giovani si fa un culo così per guadagnarsi l'indipendenza e spesso non riesce, con un lavoro in nero da cinquecento euro al mese, a pagarsi un posto letto nelle principali città italiane (si parla dai 300 euri in su), cui si aggiungono bollette, spesa al supermercato (che mangiare più di una pizza fuori casa bisogna fare un mutuo) e quel poco altro che gli consente di sopravvivere. Di affittare un intero monolocale, non se ne parla. Di fare figli? Se non hai almeno trent'anni, avrai vita durissima, con il tuo meraviglioso contratto 4+4 (4 settimane, ovviamente). E io sono nella fascia fortunata, perché prendo qualche soldo e ho l'appoggio di mamma e papà, senza contare che sto addirittura finendo di studiare. E, magia delle magie, mi permetto pure qualche lusso, come le sigarette.

Caro Tommaso, sappi che la tua battuta sui bamboccioni non ci fa ridere per niente, a me che in qualche modo sopravvivo fuori casa, a chi è costretto a rimanerci, a casa. E le risposte che meriti sono poche e monotematiche.

06 ottobre 2007

Tra deathmatch e creativecamp

Va bene. Perdo, ma con onore. Voi in cambio andatevi a vedere la concorrente, a me fa ridere un sacco e anche a voi piacerà :)

E domani magari vi racconterò come, con grande sorpresa degli astanti, oggi ho fatto un intervento semiserio a un camp (il CreativeCamp di Svaroschi). Niente celhopiulunghismi per una volta, solo una chiacchierata 1.0 (un po' pallosa, via) sui comunicati via web. La discussione è poi proseguita a oltranza, spaziando dai call center all'approccio aziendale al web, alle nuove generazioni, a come intendiamo la rete. Grazie a tutti quelli che hanno contribuito alla discussione (in particolare Sandrino, Palmasco, DelyMyth, Fed e Daria). Sappiate anche che zia Feba è riuscita a correre a lungo con Cesare, facendogli anche fare il giro della morte che, come ha sapientemente sottolineato Gioxx, era la morte della neozia. Infatti al secondo giro ero quasi morta di stanchezza nel prato, ma vabbè, l'importante è avere partecipato. Vi assicuro che una manina treenne che vi tira dicendo "facciamo, pronti, via" è una grande soddisfazione.

05 ottobre 2007

Pillole di benessere

Io lo so. Qualche giorno voi vi guardate intorno e non sapete bene come iniziare bene la giornata. O come concludere bene la giornata, non importa. Allora, facciamo così, io vi regalo le mie pillole di benessere quotidiano. Voi, se volete contribuire, potete scrivere le vostre nei commenti. La regola è: facili e che valgano per tutti.

1- Quando andate al lavoro, di prima mattina e con gli occhi cisposi, sparatevi nelle orecchie tramite auricolari la musica più divertente che avete negli archivi. Ammesso guardare gli altri dal vostro mondo fatato con notevole compassione e scuotere allegramente la testa di tanto in tanto.

2- Se utilizzate un ascensore per salire in ufficio, ballate da soli attraversando gli ultimi due piani. Se qualcuno vi guarda dall'esterno, fate finta di niente. Vi farà cominciare bene la giornata.

3- Se fuori c'è il sole, toglietevi gli occhiali scuri e fatevi accarezzare le ciglia. La lieve sensazione di accecamento vi farà guardare dritti in avanti senza incrociare lo sguardo severo dei passanti. Voi proseguite con grazia, e beatevi di quello che vi sta succedendo sorridendo maliziosi.

4- Concedetevi qualche sano egoismo, di tanto in tanto: quando uscite da casa la mattina, imbottiti nel vostro morbido mondo musicale, guardatevi intorno e osservate le facce scure di quelli che passano. Pensate: oggi sono più felice di te. E' una grande terapia.

5- Ogni giorno, sorridete a qualcuno. Non i sorrisi da pazzi omicidi, ma sforzatevi a sorridere con gli occhi. Immaginate di dover fare una carezza a qualcuno con il solo sguardo. Vi farà sentire meglio.

6- Coccolatevi moltissimo. Se una sera non avete voglia di cucinare, ordinate senza drammi una pizza a domicilio con relativa birra. Se non avete voglia di occuparvi di qualcosa, fatevi una doccia, vedrete che andrà meglio. Se non avete voglia di lavare i piatti, sparate la musica altissima e riuscirete a farlo cantando senza ritegno e, se proprio non ce la fate, rimandate a più tardi e rilassatevi dieci minuti con un libro. Dieci minuti. Ehi! Guarda che ti ho visto! Ho detto dieci minuti!!

Insomma, io ogni giorno ci provo. E voi? :)

04 ottobre 2007

Il Festival dei Blog

E' tempo di parlare di eventi.
Mi sono accorta di non avere scritto ancora niente sul Festival dei Blog "Conversazioni dal Basso", che si svolgerà il 13 e 14 ottobre a Urbino. Negli stessi giorni sempre a Urbino si svolge Parole in gioco, un appuntamento che gli enigmisti conoscono bene. Se siete interessati, potete prendere due piccioni con una fava, insomma.

Due iniziative interessanti correlate a CdB: una caccia al tesoro da effettuarsi muniti del vostro aggeggino con collegamento wifi preferito (ci si può iscrivere fino a raggiungere il numero massimo di 10 squadre di max 5 persone) e i Blog awards, per cui avete tempo di votare fino al 10 ottobre.

Sempre per i Blog awards, devo segnalarvi che i vincitori delle 5 categorie riceveranno in regalo un Nabaztag (se ancora non sapete cos'è, bacchettata sulle dita e andate a vedere). Che potete fare voi? Segnalare i vostri blogger preferiti modificando il wiki apposito e diffondere l'iniziativa :)

03 ottobre 2007

Considerazioni ortodontiche

Devo confessarvi una cosa. Sono autoreferenziale. Issima. Tanto che dopo avere scritto questo post, così amato da grandi e piccini, torno sulla questione dentista. Eccovi una serie di considerazioni a tema.

1- Il salottino della dentista mi rende più produttiva. All'inizio era Chi, poi sono venuti Quattroruote e Novella3000, poi, alla nennesima volta che mi ritrovavo seduta nella stessa poltrona ricoperta di bianco ho deciso che dovevo dare una svolta alla mia vita. Tutto cominciò quel giorno che decisi di portarmi Blog Generation. Da allora, ogni volta che vado dal dentista, nei 5-25 minuti che mi separano dalla sedia elettrica (elettrica perchè reclinabile mediante, appunto, elettricità) scrivo idee e parti intere. Oggi ci è pure scappata fuori una bozza di scaletta.

2- La mia dentista mi rende felice. Cioè, non lei, ma quando esco da quello studio sono felice, perchè penso che un'ora prima ci dovevo ancora entrare. D'altra parte si sa, la felicità è fatta di piccole cose.

3- La mia dentista è severa. Passa in rassegna tutti i miei minuscoli denti con un'ispezione degna del miglior campo militare statunitense. Guai se trova anche solo un cubo non perfettamente in ordine. Poi, inevitabilmente, la trova. La magagna. E attacca: "allora questo filoooo??? lo vogliamo usare bene SI O NOOOO??? " ( e di solito i miei denti rispondono da soli, in coro: sissignore signorsì!)

4- La mia dentista mi ha aperto gli orizzonti sui prodotti farmaceutici. Prima possedevo uno spazzolino, un dentifricio, un collutorio per le emergenze e, di tanto in tanto, filo interdentale. Ora, nel mio armadietto, si trovano in fila ordinata: uno spazzolino normale, uno spazzolino monociuffo, un dentifricio al fluoro, un filo interdentale a diametro rotondo, un filo interdentale a nastro, un collutorio al mentolo, un collutorio con pompetta direzionale disinfettante, uno specchietto odontoiatrico, pasticche rivelatrici di placca, cui si aggiungerà a breve un attrezzino per un migliore utilizzo del filo interdentale tra i molari. In un solo armadietto a specchio si trova lo stesso capitale depositato in un insieme imprecisato di banche svizzere, direi.

Se non fosse per la cifra preventivata, direi che quasi quasi mi ci diverto.

Feba in fase di aggiornamento

In queste giorni sono in fase di aggiornamento, in particolare di recupero post. La cosa migliore che posso fare per voi è segnalarvi direttamente dal mio aggregatore questa contropubblicità e queste opinioni di Valdemarin sul Corsera che condivido e questo video di Zoro, che ha ricevuto "la chiamata". Stay rock.

02 ottobre 2007

Come spendere 200 euro ed essere felici

Ieri sera mi sono decisa. Ho fatto il grande passo. Con duecento euri tra le mani (sapientemente contenuti nel mio bancomat nuovo di zecca) mi sono recata nella più vicina palestra a casa mia. Venti metri, più o meno. Ché la fatica la voglio fare là, mica per arrivarci.

Sapevo cosa avrei chiesto, che dopo millemila euri spesi per i brevetti la scheda me la faccio da sola, se permettono. La signorina non ha capito un'emerita mazza di quello che le stavo chiedendo ed è partita con la registrazione standard, blabla mensile blabla corsi blabla annuale blabla. Sorriso. Faccia da "e ora, immensa stracciacazzi, te ne vuoi andare?"

Scappata dalla palestra, ho pensato che i miei duecento euri, ancora saldi tra le mie manine, meritassero altra destinazione. Diciamo, un'altra palestra che mi ha dato soldi negli ultimi anni. Così ho deciso di percorrere ben cinque minuti a piedi per raggiungere la seconda palestra più vicina a casa. Ho iniziato seduta stante con una massacrante seduta di glutei e glutei e glutei. E glutei, oserei aggiungere.

Il risultato? Tornavo a casa trotterellando, facendo le linguacce a chi passava in macchina. Ridevo compiaciuta, anche. Dopo un po' che non vado in palestra mi scordo quanto bene posso stare all'uscita. E sentirsi dire dopo tre anni che il periodo in cui c'ero io è stato il più divertente in assoluto, vale da solo tutti i duecento euri spesi. La sfiga è stata che non mi abbiano internato subito, che oggi non riesco ad accavallare le gambe.